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Frate, sacerdote, vescovo: figure a confronto tra differenze e similitudini

Una domanda frequente posta da molti giovani alla Pastorale Vocazionale riguarda la differenza tra frate, vescovo, prete e sacerdote.

Potrebbe sembrare un quesito banale, ma spesso si fa confusione tra questi percorsi vocazionali: bisogna poi tenere a mente che spesso una figura religiosa non è del tutto esclusa dallo svolgere un particolare ministero. Quali sono quindi le principali differenze? Cosa invece accomuna queste figure?

Scopriamolo insieme.

 

 

Vescovo, prete e sacerdote: differenze e caratteristiche delle cariche ecclesiastiche

A distinguere vescovo, prete e sacerdote è principalmente la gerarchia clericale, ovvero la divisione in gradi del clero cattolico e la sua organizzazione interna.

Queste tre figure di religiosi sono infatti tutte legate al sacramento dell’ordine, dove il vescovato rappresenta il massimo rango: a distinguere poi sacerdoti e preti – si tratta in realtà di termini intercambiabili, entrambi relativi al presbiterio – dai vescovi è la differente realtà sacramentale e i diversi compiti svolti.

Un altro elemento che differenzia i preti e i sacerdoti dalle figure superiori è la giurisdizione: ciò significa che questi fanno sempre riferimento ad un vescovo e si accede quindi al sacerdozio se si è al servizio di una diocesi – ovvero una porzione del popolo di Dio, suddiviso e circoscritto territorialmente – o di un istituto religioso.

Cosa contraddistingue queste figure, differenziandole sostanzialmente dai frati? Il sacerdote, o prete, definito anche parroco se è a capo di una parrocchia, è colui che può impartire i sacramenti e celebrare la messa.

Per semplificare, i sacerdoti sono chiamati a continuare l’opera di Cristo Gesù: diffondono la Parola di Dio, la interpretano e la spiegano, consigliano e confortano i fedeli. Come Gesù con i propri discepoli, così i sacerdoti – e quindi coloro legati al sacramento dell’ordine – fanno da guida al popolo del Signore.



Frate: tratti distintivi e percorso vocazionale 

Mentre i preti e i vescovi seguono l’esempio del Cristo e sono invitati a fare ciò che Lui ha fatto, i frati sono chiamati a vivere come ha vissuto Gesù, quindi in castità, povertà e obbedienza.

I frati sono quindi profondamente legati alla professione dei consigli evangelici: la loro Vocazione è spinta a seguire ed imitare l’esperienza di Gesù, rinunciando ad ogni ricchezza e dedicandosi alla preghiera e alla carità verso il prossimo.

Derivato dalla parola “fratello”, il frate segue una vita comunitaria e il Carisma del loro Fondatore, che nel caso dell’Ordine dei Fatebenefratelli è San Giovanni di Dio. Ogni Carisma ha poi le sue peculiarità che lo rendono unico rispetto agli altri ordini religiosi.

Per la nostra Famiglia religiosa, infatti, essere un Fatebenefratello significa diffondere il dono dell’Ospitalità, centrale nell’opera del nostro Fondatore, svolgere una spiritualità attiva, comprendere a pieno il valore dell’internazionalità, che ci caratterizza, e formarsi in modo continuo non solo spiritualmente, ma anche nell’assistenza e cura dei più bisognosi.



Sacerdote e Frate: due figure a confronto

Come abbiamo visto, questi percorsi vocazionali si muovono su due strade simili ma parallele, che uniscono nella loro chiamata la missione e la natura stessa della Chiesa.

Mettiamo a confronto quindi queste le figure del sacerdote, sia esso declinato in prete o vescovo, e del frate:  

1. Sacerdote

Il sacerdote, con i suoi diversi gradi gerarchici, è una guida per il cristiano e svolge quanto il Gesù Cristo aveva chiesto ai suoi discepoli dopo la sua morte. Egli è un pastore del gregge di Dio: lo protegge, lo nutre attraverso la diffusione e comprensione del Vangelo, lo accompagna nel suo percorso di fede.

2. Frate

Il frate è espressione della ricchezza della Chiesa: segue e vive secondo l’esempio del Cristo, casto, nella povertà e nell’obbedienza della volontà del Padre. La vita in comunione con i propri Confratelli e il clima di spiritualità fraterna è ciò che lo contraddistingue da una figura spirituale, a tratti simile: il monaco, che sceglie invece una vita solitaria dedicata alla contemplazione e alla preghiera.

 

Se vuoi conoscere le testimonianze dei giovani che stanno seguendo il cammino della Vocazione, diventando Fratelli del nostro Ordine, clicca il bottone in basso e scarica l'approfondimento.

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