Menu

Direzione e guida spirituale: chi è e come trovarla

Il cammino della vita è determinato da continue scelte: spesso questa complessità ci confonde e ci fa dubitare del percorso intrapreso. Come si può essere sicuri di aver preso la decisione giusta?

Affidarsi ad una guida per chiarire le nostre intenzioni e comprendere cosa vuol dire dedicarsi a Dio e agli altri è spesso la soluzione.

 

L’accompagnamento spirituale: una direzione nel cammino

Capire qual è la propria Vocazione e intraprendere il cammino con chiarezza è estremamente difficile, specie se si è giovani. Come ha affermato lo stesso Papa Francesco: “Il giovane, proprio perché è inserito in un mondo che dona una vasta gamma di possibilità di scelta, vive paradossalmente nella difficoltà di assumersi personalmente e responsabilmente l'assunzione della propria scelta. Davanti a mille possibilità fa molta fatica a scegliere la sua”.

La risposta a questa incertezza si trova nell’accompagnamento spirituale. Si tratta di una relazione di confronto e fiducia tra due persone: soltanto una è matura nella fede e ha riconosciuto la propria Vocazione pienamente, come quotidiana esperienza di grazia. La stessa espressione traduce il significato profondo di questo “mezzo di discernimento”: accompagnare e consigliare.

Questo servizio ecclesiale si basa sull’ascolto: nella comunicazione con l’altro, è la capacità del cuore che rende possibile la prossimità, senza cui non esiste un vero incontro spirituale. Richiede però un impegno reciproco: bisogna esprimere con piena sincerità la propria vita davanti a chi ci accompagna, in modo da risvegliare la fiducia, l’apertura e la disposizione a crescere.

 

La guida spirituale: chi è?

Colui che “accompagna” nella direzione spirituale viene definito guida o padre spirituale, ma chi è esattamente?

Guida spirituale

La guida spirituale, rispetto a chi ha appena intrapreso il cammino di discernimento, ha già percorso quella strada e ne conosce gli ostacoli e le gioie: ha memoria del suo cammino spirituale e della sua esperienza e ne ricorda i passaggi.  

Vivendo nel tempo della maturità della fede, sa bene quanto comprendere a pieno la propria Vocazione sia impegnativo e richieda fedeltà, vita fraterna, preghiera e condivisione. Il padre spirituale è un aiuto: il suo compito non è imporsi, ma consigliare e sostenere, ispirando coraggio e ravvivando la fiducia e la gioia di credere.

Nel percorso di discernimento i suoi scopi principali sono tre:

  • rafforzare la volontà e l’impegno nel perseguire la decisione presa;
  • illuminare la mente per aiutare a scoprire la propria Chiamata, indicando le vie per realizzarla;
  • dare conforto spirituale, ogni volta si senta il bisogno.

Come scegliere la giusta guida spirituale?

Avere un padre spirituale per una reale maturazione della fede e per un serio e genuino percorso di discernimento vocazionale è più che necessario. Ma come si può scegliere in modo che si instauri una relazione sincera in cui entrambe le persone coinvolte vivano l’obbedienza al Signore?

Non esiste una risposta univoca, ma ci sono alcuni segni a cui prestare attenzione nei diversi momenti dell'accompagnamento spirituale: 

1. La scelta iniziale

Quando la ricerca di una guida spirituale è spinta dalla sincerità la scelta verrà da sé. Il sentimento di affinità con un padre spirituale è fondamentale, ma senza un’apertura personale già in questa fase iniziale sarà impossibile stabilire qualsiasi relazione, anche se già si nutre rispetto reciproco. Più si è sinceri e pronti a vivere l’accompagnamento spirituale in modo aperto, più sarà facile capire se la guida spirituale è giusta.

2. La costanza della direzione spirituale

L’incontro con la propria guida spirituale è un momento di serietà e confronto. La periodicità è essenziale: bisogna stabilire un ritmo costante, in modo che ci sia un dialogo continuo. In questa fase solitamente la scelta è consolidata: questo non significa che dubbi e ostacoli svaniscano del tutto. Anzi, proprio perché solida, la relazione con il padre spirituale conosce momenti difficili. Questo è in parte il dovere di una buona guida: non tacere la verità, anche se talvolta può essere scomoda, pur di aiutare a maturare nella fede.

3. Possibile cambiamento

Cambiare la propria guida spirituale è di solito una scelta scorretta: per compiere un percorso di discernimento pieno è bene mantenere la stessa direzione spirituale. Spesso si sente di dover fare questo cambiamento, perché si ha timore di affrontare una propria crescita interiore e si proietta questa paura su chi ci è a fianco nel cammino. Rinunciare al proprio padre spirituale per delle motivazioni non spirituali è una perdita.

 

Se vuoi conoscere le testimonianze dei giovani che stanno seguendo il cammino della Vocazione, diventando Fratelli del nostro Ordine, clicca il bottone in basso e scarica l'approfondimento.

 

Storie di Vocazione e il cammino del Noviziato

Ci dedichiamo per missione ai malati e ai bisognosi coniugando l’attenzione al corpo e allo spirito nel rispetto della persona e della sua individualità.
Attraverso la promozione delle opere portiamo il Vangelo nel mondo della sofferenza e del dolore affiancando il paziente come professionisti della salute.

Carta di identità dell'Ordine
Bioetica
Essere Fatebenefratello
New call-to-action